Otto miti sull’ipnosi sfatati!

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Questo articolo vuole sfatare alcuni comuni miti sull’ipnosi che tutt’oggi esistono nell’immaginario collettivo. Se infatti tante illogiche dicerie su fenomeni paranormali sono state messe da parte, per l’ipnosi questo discorso ancora non è successo. L’argomento gode ancora di un’aura di scientificità che neppure lo sfrenato scientismo del terzo millennio è riuscito a intaccare.

Cosa intendo dire? Da addetto del settore mi vengono spesso rivolte domande da dei conoscenti che sono molto incuriositi da strategie di comunicazione avanzata, persuasione e affini. Non appena un nuovo amico viene a sapere come mi guadagno da vivere mi rivolge incuriosito domande sulle tecniche che uso per fare spettacolo. Ed alcune delle domane più frequenti sono proprio richieste di chiarimenti, di pareri o informazioni sull’ipnosi.

Resto sempre stupito da come coloro che non credono nell’esistenza del malocchio o della possibilità di predire con un pendolino il sesso del nascituro, ritengono plausibile effettuare rapine, stupri o dominare la volontà altrui con l’ipnosi!

Ritengo dunque utile, come mentalista prima e come praticante dell’ipnosi poi, pubblicare un articolo che faccia chiarezza su cosa sia possibile fare con l’ipnosi e cosa no.

I non addetti ai lavori hanno una visione distorta dell’ipnosi, e di ciò che è realmente possibile farci.

Decenni di film hollywoodiani e ambigui personaggi da varietà hanno convinto le persone che un ipnotista possa controllare le azioni del soggetto che ipnotizza. Decine di ciarlatani, che hanno sfruttato il fascino dell’ipnosi per far soldi facili, han poi marciato su questo sentire comune piegandolo ai propri scopi. Ne ho incontrati personalmente alcuni che, con un italiano claudicante e cultura inesistente, pretendevano d’insegnare segreti a sprovveduti disposti ad ascoltarli per centinaia di euro.

Ma stendiamo un velo pietoso. Scopo di questo articolo è esaminare una lista di miti accettati come veri dal grande pubblico, sui quali è opportuno dare una chiarificazione.

Mito numero 1: L’ipnotista può farti fare azioni contro la tua volontà

Falso. Nessun ipnotizzatore ha potere su di te. In assoluto! Nessun ipnotista può obbligare tramite ipnosi a far qualcosa che sia contrario alle credenze radicate, all’etica o alla morale del soggetto. O anche solo a far qualcosa che il soggetto non voglia fare. L’ipnotista è una persona che guida il soggetto in uno “stato ipnotico” e, solo fintanto che il soggetto glielo permette, alimenta la sua immaginazione con suggestioni e parole studiate.

Ma sia chiaro: qualora il soggetto non si senta a suo agio con queste suggestioni, può rifiutarle volontariamente. L’ipnosi è una questione di cooperazione tra l’ipnotista e il soggetto ipnotizzato, non una forma di potere che l’ipnotista possiede e grazie alla quale può forzare il soggetto a fare quel che vuole. Sfido chiunque affermi il contrario ad ipnotizzarmi contro la mia volontà.

Ma allora come si fa a fare spettacoli di ipnosi? Uso dei complici?

No: in un mio spettacolo, gli spettatori sono lì per assistere, e grazie alla costruzione del numero e al contesto è più semplice che sembri che questi facciano qualcosa contro la loro volontà. Ma questo non è possibile: la parola chiave è “sembri”. Inoltre, durante uno spettacolo, posso sempre ringraziare e mandare al posto un soggetto poco collaborativo. Vantaggio non da poco non credi?

Mito numero 2: Una volta sotto ipnosi, il soggetto non può uscire dallo stato ipnotico da solo

Un mito prodotto da qualche film o un luogo comune. Se il soggetto è sotto ipnosi e l’ipnotista lascia la stanza, ci sono due alternative: o il soggetto realizza che l’ipnotista non gli sta parlando più ed apre gli occhi e torna sveglio, o raramente, il soggetto può cadere in un sonno naturale, dal quale si sveglierà naturalmente dopo poco. E se non fosse così, dove sono tutte le persone in coma ipnotico? Hai mai sentito parlare un TG di un evento del genere?

Piuttosto, spesso l’ipnosi diventa una scusa per giustificare problemi diversi. Derren Brown racconta nel suo Trick of the Mind di quando, durante uno spettacolo di ipnosi agli albori della sua carriera, una persona ubriaca voleva prestarsi a un suo esperimento. Lui rifiutò, e questa dopo poco finì in coma etilico. Immagina cosa sarebbe successo se Derren avesse accettato di ipnotizzarla.

Mito numero 3: Solo le persone deboli mentalmente possono essere ipnotizzate

Falso. L’ipnosi non ha nulla a che fare con l’intelligenza o la forza di volontà. Tutt’oggi molte persone confondono l’essere ipnotizzati con l’essere stupidi. Non c’è alcuna connessione tra le due cose. Molti ipnologi sostengono, al contrario, che più intelligente è una persona più sarà facile per l’ipnotista portarla nello stato di trance. Per quanto mi riguarda, non credo esista un vero stato di trance in cui porre il soggetto, e non credo che più intelligente sia una persona più facile sia ipnotizzarla.

Ma è certo che, per essere ipnotizzato, una soggetto ha bisogno di concentrazione, immaginazione e visualizzazione: nulla a che vedere dunque con l’essere stupidi.

Mito numero 4: Sotto ipnosi, un soggetto è incosciente

Ancora falso. Durante l’intero corso di una sessione ipnotica il soggetto ipnotizzato è in grado d’ascoltare, di pensare e rispondere: è sempre al corrente di ciò che sta accadendo attorno a lui.

Se opportunamente guidato e stimolato dall’ipnotista il soggetto non presterà attenzione alle varie distrazioni che gli sono attorno, ma ciò non significa che sia incosciente. Nonostante il corpo sia rilassato durante una seduta, la mente è più attiva del solito data la concentrazione che si richiede per connettersi all’ipnotista, che funge da mediatore della realtà che per il soggetto stesso.

Molte persone hanno paura dell’ipnosi perché hanno sentito dire che alcuni soggetti ipnotizzati sembrano non essere al corrente di ciò che accade attorno a loro, o che dopo lo spettacolo non ricordano ciò che hanno fatto. Questo è un effetto chiamato amnesia post-ipnotica (ovverosia il dimenticare cosa è accaduto mentre si era ipnotizzati) e funziona solo se il soggetto lo vuole. Insomma, un ipnologo non può farti dimenticare nulla, se tu in realtà non desideri farlo. L’amnesia post-ipnotica è un metodo per mostrare al proprio pubblico un esperimento spettacolare, per impressionarlo. L’ho fatto anch’io in passato.

I volontari sotto ipnosi sono al corrente di cosa stia accadendo, e nessuna perdita di memoria permanente può essere causata dall’ipnosi, qualsiasi cosa accada.

Mito numero 5: Sotto ipnosi, una persona può essere costretta a rivelare i propri segreti

Mi dispiace, l’ipnosi non funziona così. Come già spiegato, il soggetto sotto ipnosi è comunque totalmente cosciente.

Anzi, per via della particolare situazione in cui si trova, il soggetto ipnotizzato è più all’erta del solito: di certo sta più in guardia di quand’è al bar con gli amici! Insomma, qualsiasi cosa il soggetto riveli all’ipnotizzatore, è frutto della sua volontà. In altre parole, il volontario può rifiutarsi di rispondere o mentire.

Mito numero 6: L’ipnosi è pericolosa

In realtà è l’opposto: l’ipnosi è un processo sicuro quanto una chiacchierata, e naturale quanto un pisolino. Secondo uno dei più grandi ipnotisti dello scorso secolo, Milton Erickson, quotidianamente ognuno di noi va in stato di ipnosi più volte al giorno. Ad esempio, quando vai in motorino a scuola e non ti accorgi della strada che fai.

Questo è un esempio di ipnosi, che di pericoloso ha poco. Erickson si spinse a dire che non avrebbe mai preso un taxi il cui autista non andasse in ipnosi guidando, perché l’avrebbe considerato pericoloso.

Mito numero 7: Occorrono poteri speciali per ipnotizzare

Nonostante una certa letteratura colleghi l’ipnosi all’oriente, l’ipnosi è una capacità come tante altre. Certo è una capacità sfaccettata e strutturata su molteplici livelli, come d’altronde qualsiasi forma di comunicazione complessa.

Qualsiasi persona che abbia la volontà e pazienza di imparare, può arrivare a padroneggiare l’ipnosi. Non c’è alcun potere in gioco.

Poi certo, così come per qualsiasi altra capacità, ci saranno alcune persone predisposte che la impareranno con gran facilità, ed altre che avranno bisogno di più studio e pratica per migliorare ed andare avanti. Nulla che non possa essere superato con la pratica deliberata. In pochi diventeranno professionisti, ed uno ogni mille anni Mozart, ma il punto che mi preme evidenziare è che la capacità di ipnotizzare non è altro che l’utilizzo di un insieme di tecniche apprese dall’ipnotizzatore.

Vi interessa? Studiatela: non fate un rito arcano perché il dio Serpente vi doni il terzo occhio che ammalia.

Mito numero 8: Il soggetto può diventare dipendente dall’ipnosi

Anche questo luogo comune è falso: spesso le persone hanno piacere a praticare l’ipnosi come soggetto passivo.

Alcuni arrivano al punto di usarla regolarmente, perché li fa sentire meglio e più rilassati. Altri imparano l’auto-ipnosi per poter raggiungere livelli di rilassatezza in autonomia, senza bisogno di qualcuno che li guidi. In ogni caso, non è possibile diventare dipendenti dall’ipnosi.

Perché? L’ipnosi non ha effetti fisici né sul corpo né sull’equilibrio biochimico dell’essere umano.

Si può diventare dipendenti da un ipnotista e da quel che ci fa? Si, allo stesso identico modo in cui un uomo può diventare dipendente da una donna. Ma non parlerei di dipendenza: piuttosto dell’innata, spasmodica ricerca dell’essere umano per ciò che gli fa provare piacere.

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